
Paolo Buzzetti, presidente di Federcostruzioni, va alla carica. Pochi
giorni dopo i fischi al ministro delle Infrastrutture, Altiero Matteoli,
all’assemblea dell’Ance, il presidente di Federcostruzioni decide di
far sentire la voce degli imprenditori edili, che - come si è constatato
proprio durante l’Assamblea dell’Ance - sono schiacciati dalla crisi,
ma soprattutto da un mancato decreto sviluppo che punti alla crescita
del settore.«Se il Governo e il mondo politico continueranno a non dare
segnali di attenzione al nostro settore, fondamentale per il rilancio
dell’economia del Paese, saremo costretti ad appellarci al presidente
della Repubblica, Giorgio Napolitano.
E lo vogliamo fare insieme ai sindaci e ai presidenti delle Regioni, con
i quali organizzare un movimento che faccia capire a tutti che siamo a
un punto finale». Buzzetti inaugura gli stati generali delle costruzioni
al Made Expo di Milano e legge proprio un messaggio del Capo dello
Stato che apre alle richieste delle imprese del settore, sottolineando
come «forze politiche e soprattutto istituzioni debbano fornire risposte
e interventi adeguati per il rilancio». Il quadro, infatti, non è
rassicurante.
Le previsioni per il 2011 indicano un ulteriore calo della produzione in
termini reali dell’1,8% rispetto al 2010: una riduzione che porta il
totale del quadriennio al -17,5%. «Le nostre imprese chiudono - ha
aggiunto Buzzetti - e i dipendenti vengono licenziati, incluso il
personale degli uffici.
Il ridimensionamento ci dà ansia per il futuro e il declino sembra inarrestabile.
Le nostre richieste non hanno rispose e si va avanti con interventi di
maquillage che dimostrano che del nostro settore non si è capito nulla:
dei 3,5 miliardi deliberati dal Cipe non si è visto un euro. Ma tanti
soldi sono stati impiegati, legittimamente, negli ammortizzatori
sociali, nelle quote latte o a Termini Imerese: perché per noi non si fa nulla?».
I costruttori indicano pochi e e semplici interventi che basterebbe
attuare per realizzare un piano di crescita. Innanzitutto, pagamenti da
parte delle amministrazioni pubbliche in tempi accettabili («fanno
fallire le aziende per non fallire loro», ha aggiunto Buzzetti); in
secondo luogo, un piano di riqualificazioni urbane «per opere piccole e
medie urgenti - ha detto ancora il presidente dei costruttori - in grado
di intervenire contro il dissesto idrogeologico, a favore della
manutenzione delle città, anche per attirare più turisti, e del sistema
scolastico, in modo da dare una visione al futuro dei nostri figli».
Infine, il tema degli sgravi fiscali che ha avuto ottimi risultati in
Francia dove la curva degli investimenti privati è balzata all’insù
grazie al lancio dell’edilizia sociale al quale ha corrisposto la
concessione di mutui a tasso zero per le giovani famiglie.